Artur – Tornitore

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THE SURVIVING STORY

incontrato Artur nel centro storico della meravigliosa città di Porto nel suo laboratorio di 6×3 metri, illuminato da una singola lampada ad incandescenza e circondato da tanta polvere. E’ stato come fare un passo in un’epoca passata. Siamo venuti a conoscenza di Artur e della sua storia e ci siamo subito interessati perché a detta di molti lui è l’ultimo “roteiro” in città, ed a 83 anni portati benissimo è una vera e propria istituzione. Infatti l’unica maniera per capire è venire di persona in Rua do Conde de Vizela 88 e parlare con lui. L’incontro è stato suggerito da Alice che sta sviluppando qui a Porto un progetto simile a Surviving Hands e che con grandissimo piacere sponsorizziamo.

“Tra le strette strade di Porto troverete una porta rossa, semi-chiusa o persino chiusa. Dietro quella porta c’ Artur Oliveira, spesso descritto dagli altri carpentieri come l’ultimo tornitore rimasto nel centro. Artur è qui dall’età di 13 anni, quando con suo padre, figura centrale nella sua vita e che gli ha insegnato tutto quello che c’era da sapere, lo ha portato qui a Gaia (nome del quartiere). Sembra quasi che Artur non solo lavori qui, ma ci viva ventiquattr’ore al giorno. Artur continua a lavorare su commissione e lavori particolari, principalmente si occupa di restauro o repliche di parti che sono state danneggiate. Se è una lavoro per cui serve il tornio, lui può farlo.

Artur trova sempre il tempo per scambiare qualche battuta se venite a trovarlo, vi racconterà di sicuro la storia dell’ingegnere che si è presentato qui in rappresentanza di un’istituzione governativa e che gli ha suggerito di modernizzare il suo lavoro istallando delle macchine automatizzate che avrebbero aumentato la produzione. Naturalmente lui gli ha risposto di non essere interessato e che nessuna macchina può sostituire l’esperienza maturata per decadi.

Se volete venire a trovarlo (parla solo portoghese) è un’esperienza unica vederlo all’opera, c’è infatti qualcosa di ipnotico nel suo laboratorio”. Scritto da Alice Bernardo.

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