Hiran – Coppe di rame

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THE SURVIVING QUESTIONS

1. COME DEFINIRESTI QUEL CHE FAI IN UNA FRASE?

Non è difficile esprimere quel che faccio. Il mio cosiddetto lavoro è semplicemente quello di conservare e preservare l’arte tailandese tradizionale del fare a mano i “Batt” (ciotole per i monaci buddisti). Questa è la mia personale maniera di essere buddista.

2. COSA TI HANNO INSEGNATO LE TUE STESSE MANI?

Devi innanzitutto capire che il “Batt” è uno strumento molto importante per i monaci, e un’oggetto del genere dev’essere fatto con la massima cura dato che diventa parte del corredo di ogni monaco. Inoltre devi anche capire quanto sia importante il mio lavoro al fine di salvare l’arte dei nostri antenati e, si spera, trasmetterla alle generazioni future.

3. SE DOVESSI CONSIGLIARE AD UN ADOLESCENTE DI INTRAPRENDERE QUESTA STRADA, COSA GLI DIRESTI?

Gli direi che dobbiamo lavorare assieme per portare avanti questa tradizione nazionale, vorrei che chiunque fosse interessato, venisse qui nel mio laboratorio ad imparare a fare i “Batt”.

THE SURVIVING STORY

Vuoi sapere della mia storia? Dai un’occhiata a queste foto…questo è mio padre (mi mostra una foto seppia che forse è stata scattata 80 anni fa, il padre è un militare giovanissimo e posa assieme ad altri militari, lui si emoziona parlandone), lui è venuto qui ed ha continuato la tradizione. Io continuo a farlo come dovere morale verso i miei antenati che hanno trasmesso quest’arte di generazione in generazione. In passato, la maggior parte delle famiglie che vivono in questa zona facevano ciotole per i monaci, ma adesso le cose stanno cambiando. Molti dei Maestri ci hanno ormai lasciato e le nuove generazioni non hanno molto interesse a continuare la tradizione. Devo ammettere che di questi tempi sono preoccupato circa questa situazione, ed è anche per questo che ho fondato il centro “Batt Center” qui a Bangkok, per insegnare alle nuove generazioni questo mestiere. 

 

In un angolo della vecchia Bangkok, le coppe per l’elemosina per i monaci buddisti sono ancora fatte a mano. Ban Bat, o il villaggio delle Coppe dei Monaci, si crede sia l’ultima comunità rimasta in Tailandia dove i maestri rimasti fanno ancora le coppe a mano. Se visitate Bangkok, venite a trovarli in Soi Baan Bat non lontano dal tempio Wat Saket.

Ogni coppa è assemblata unendo otto fasce di metallo che rappresenta la tradizione buddista della “Otto vie”. Le fasce di metallo vengono riscaldate per sei ore, e poi a martellate vengono curvate come serve, sovrapposte a raggio, e quindi saldate assieme. La superficie metallica viene rifinita e lustrata fino a diventare lucida. Il villaggio produce circa 50 coppe al mese. I formati vanno dai 7/8 cm per circa 13€ ai 40 cm per circa 60€. Vengono prodotte in tre forme: jaan (un tipico frutto tailandese), manao (lime), e hua sara (testa di tigre).

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