Sara – Ceramista

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THE SURVIVING QUESTIONS

1. COME DEFINIRESTI QUELLO CHE FAI IN UNA FRASE?

Io lavoro con la ceramica, principalmente con la porcellana. La maggioranza dei miei pezzi sono dei contenitori – quella è la loro funzione principale – anche se si avvicinano molto a delle sculture.

2. COS’HAI IMPARATO GRAZIE ALLE TUE MANI?

In quanto a percorso educativo io sono un architetto, quando ho cominciato a lavorare con la ceramica il processo passava attraverso uno schizzo o un modello 3D. Solo dopo, con il contatto con il materiale, ho imparato ad essere più spontanea ed ho cominciato a seguire quelle che erano le suggestioni del materiale stesso.

 3. SE DOVESSI SUGGERIRE AD UN ADOLESCENTE DI INTRAPRENDERE IL TUO STESSO PERCORSO, CHE COSA GLI DIRESTI?

Come disse Confucio “Segli un lavoro che ami e non dovrai lavorare un giorni in tutta la vita”. Quelle parole più o meno riassumono la mia filosofia ed è quello che consiglierei ad un ragazzino.

THE SURVIVING STORY

Sara a studiato architettura ed ha lavorato come architetto per 10 anni. Durante questi anni ha partecipato a diverse mostre e grazie a queste installazioni ha potuto viaggiare da Ljubljana a Roma. In questo periodo ha sperimentato con diversi media ma la sua passione per la ceramica l’ha spinta a seguire corsi e laboratori. Quello che è cominciato come un hobby è cresciuto in termini di importanza nella sua vita e nel 2005 l’ha spinta a fare una scelta: lasciare il lavoro e dedicarsi full-time alla sua passione. Da allora ha partecipato a molte mostre individuali e collettive e nel 2011 ha aperto “Amasso”, uno studio dove lavora ed espone i suoi prodottti in rappresentanza della scena contemporanea portoghese.

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